Erano tante, migliaia, le persone che hanno partecipato alla manifestazione di Genova in ricordo
del 30 Giugno 1960, giorno in cui gli
antifascisti della città ligure, Medaglia d’Oro della
Resistenza, si ribellarono allo svolgimento del congresso del Movimento Sociale Italiano.
il corteo, organizzato dalla Cgil e dall’Anpi,
ha visto la partecipazione delle tante
anime del variegato movimento che vede
ancora nell’Antifascismo un architrave
fondante della nostra democrazia.
Oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali
(comune, provincia, regione), erano presenti associazioni come Emergency,
l’Arci, ovviamente l’Anpi e la Cgil,
spiccavano le bandiere rosse della Fiom, ma era presente anche il "popolo viola"
come pure i centri sociali e gli anarchici,
le associazioni antifasciste genovesi,
senza dimenticare il sempre presente
Don Andrea Gallo.
Tutti insieme fino in via XX Settembre poi,
gli aderenti al "Comitato 30 giugno
1960/2010 - Genova antifascista" ha
raggiunto la stazione ferroviaria di
Brignole.
Purtroppo anche in questa ricorrenza, si è
verificato il tentativo revisionistico di
riscrivere la storia, cercando di manipolare la lettura degli
avvenimenti dell’estate del 1960 che, partendo
dai "fatti di Genova" e, passando per i
morti di Reggio Emilia portarono alla caduta del governo Tambroni ed alla marginalizzazione
politica del MSI.
Si è dapprima cercato di criminalizzare gli insorti del 30 Giugno poi, provocatoriamente,
l’associazione "Destra domani" ha
cercato di allestire un convegno in città (dal titolo "La
verità sul 30 Giugno 1960: tra sinistra eversiva e apologia di reato"), che è "saltato" perchè
i gestori del luogo designato per l’evento , l’Hotel Bristol, hanno deciso all’ultimo momento di
negare gli spazi.
Nella mattinata del 30 Giugno, sempre per celebrare il 50º anniversario della rivolta di Genova,
a Palazzo Ducale
è stata allestita una mostra e si è tenuto un convegno. Tra gli interventi
anche quello del Presidente nazionale dell’Anpi
Raimondo Ricci:
«Ciò che è successo a Genova nel ’60 fu un momento estremamente importante. Avevo
allora 39 anni. Vissi quel momento con grande emozione e partecipazione. Pensavo alle
decine di migliaia di compagni lasciati nelle carceri e nel campo di Mathausen e mi
sembrava impossibile che il loro sacrificio e il loro sangue fossero stati inutili.
Bisogna coinvolgere i giovani»
Ultima nota positiva, la presenza al corteo di tanti giovani, ed è quasi inevitabile il parallelo con
i "ragazzi con le magliette a strisce"
che parteciparono e furono protagonisti di
quella stagione di impegno antifascista e di lotte sociali.