La proposta arriva dal centro-destra e precisamente da alcuni consiglieri regionali del Pdl.
Grazie a questa iniziativa si intende cancellare le parole Resistenza ed antifascista da una
legge della Regione Piemonte.
Più precisamente si vuole che il testo della norma che regola il Comitato Resistenza e
Costituzione del parlamentino piemontese sia modificato
in modo che il primo articolo della legge
che oggi recita:
«La Regione Piemonte attua, promuove e sostiene attività dirette a diffondere e
valorizzare il patrimonio storico, culturale e politico della Resistenza antifascista in Italia e
nel mondo cui le popolazioni piemontesi hanno dato un alto contributo e sul quale sono
fondati i principi della Carta Costituzionale»
venga sostituito da queste righe:
«La Regione Piemonte attua, promuove e sostiene attività dirette a diffondere e
valorizzare lo spirito democratico dei popoli a condanna di tutte le forme di totalitarismo
che hanno segnato la storia e che caratterizzano l'attualità.
Proteste si sono levate da vari esponenti della sinistra radicale e dal centro-sinistra.
Già qualche mese addietro sempre in Piemonte, e precisamente ad Alessandria, si era assistito
ad un’operazione dello stesso tenore, con l’intitolazione di una rotatoria a Giorgio Almirante.
Sulla vicenda del Comitato Resistenza e Costituzione anche l’ANPI Nazionale è intervenuta
con questo comunicato:
«La proposta di alcuni consiglieri del Pdl della Regione
Piemonte di cancellare la parola
Resistenza dalla denominazione del Comitato regionale per l’affermazione dei valori della
Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana va denunciato con forza come
l’ennesimo, prepotente tentativo, di chiara marca politica, di riscrivere la storia e la
memoria del Paese per minarne profondamente le radici
civili e democratiche.
La memoria della Resistenza non si tocca, non si toccano le sue conquiste più grandi,
la libertà e la democrazia, e quindi la Costituzione che ne garantisce l’attuazione.»