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Collettivo Jacopo Dentici

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   Spunta un progetto di legge per privatizzare
    l’Acqua in Lombardia

04 Agosto 2010

La Giunta Formigoni sta freneticamente lavorando su un progetto di legge per la
privatizzazione dell’acqua in tutta la regione Lombardia
.

Il Progetto di Legge dovrebbe essere portato in Giunta Regionale il prossimo 5 Agosto e poi in
Consiglio Regionale subito ai primi di settembre
I Comitati della Lombardia si stanno attivando, per mettere in atto delle iniziativa immediate.
Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica ha organizzato
un presidio contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia mercoledì 4 agosto alle ore 17
a Milano di fronte al Pirellone.
Inoltre si è attuata una mail-bombing indirizzata ai assessori regionali in cui si chiede di
NON approvare il progetto di legge in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi che, di fatto,
obbliga a cedere ai privati la gestione dei servizi legati all’acqua.
Come il Comitato Acqua della Provincia di Pavia sottolinea, non si deve permettere alla Giunta
Formigoni
di ignorare la determinazione di 237 mila cittadini lombardi che hanno firmato per i
referendum, le migliaia di persone che si sono attivate nei banchetti, i 144 comuni della
Lombardia che avevano a suo tempo deliberato per un referendum contro la legge regionale
e ancora tutti i consigli comunali che hanno deliberato la clausola statutaria "la gestione
dell’acqua è un servizio privo di rilevanza economica"
.
Il Comitato Acqua della Provincia di Pavia segnala inoltre che i Comuni saranno esautorati da
ogni possibilità di controllo
in quanto il progetto di legge affida alle Province poteri
fondamentali
come decidere su tariffe e piani di investimento. I Comuni rimarrebbero meri
proprietari della rete idrica, ma la gestione verrebbe affidata a delle società miste controllate
dalle Province, ma con la partecipazione dei privati al 40%.
Chiaro e lapidario il commento di Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano del Contratto
Mondiale dell’Acqua
:

«I sindaci vengono ridotti a venditori di territori e giocatori di borsa per fare cassa.».

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