All’età di 91 anni è morto oggi a Milano Giorgio Bocca.
Giornalista e scrittore era nato a Cuneo nel 1920. . Durante la seconda guerra mondiale si arruolò come allievo ufficiale alpino.
Fece poi la scelta della montagna e della Lotta partigiana combattendo nelle
formazioni di di Giustizia e Libertà. del cuneese che videro
tra le loro fila Nuto Revelli, Dante Livio Bianco e Duccio Galimberti.
Finita la guerra rifiutò incarichi politici per intraprendere la strada del giornalismo. Prima alla "Gazzetta del Popolo" poi all’"Europeo" al "Giorno" e "Repubblica" ( fu uno dei suoi fondatori nel 1976),
infine all’"Espresso".
Con rigore e passione, con la sua penna ruvida ha raccontato l’Italia dal dopoguerra ai nostri giorni.
Acuto ed intransigente ha posto al centro del suo lavoro il senso civico e la passione per la
sua professione.
Intorno al fascismo, come autoboigrafia di una nazione, e l’antifascismo, come movimento popolare di Liberazione, avevo costruito la sua etica morale.
Solo qualche settimana prima della sua morte ebbe a dichiarare:
«Una parte degli italiani sono fascisti ancora adesso, anche se non se ne accorgono. Ma lo sono».
Tra i suoi libri ricordiamo: : Storia dell’Italia partigiana (1966), Storia dell’Italia nella guerra fascista (1969),
Palmiro Togliatti (1973), La Repubblica di Mussolini (1977), Il terrorismo italiano 1970-78 (1978),
Storia della Repubblica italiana - Dalla caduta del fascismo a oggi (1982), Piccolo Cesare (2002), Le le mie montagne (2006),
È la stampa, bellezza (2008). Nel 2008 vinse il premio Ilaria Alpi alla carriera.