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dal sito web "Lettera 43.it"
Il documento segreto è stato diffuso dal giornale Welt on line
Welt online (versione online del quotidiano conservatore vicino al governo Merkel) ha pubblicato le immagini di 15 pagine dattiloscritte, ormai ingiallite dal tempo, prova evidente dell’esistenza
storica della Shoah.
Si tratta infatti di una copia del protocollo, datato 20 gennaio 1942, della riunione segreta cui presero parte alcuni alti ufficiali delle SS e dignitari d’alto rango del Partito nazionalsocialista (Nsdap) e dell’amministrazione
del Terzo Reich: riunione in cui si discusse e organizzò il genocidio del popolo ebraico.
Il testo è già noto e per decenni è stato fotocopiato e riprodotto in testi storici e scolastici ma credenza comune era che l’originale fosse andato perduto.
In realtà le pagine sono state conservate negli archivi del ministero degli Esteri tedesco, lo Auswaertiges Amt.
15 PAGINE TIMBRATE IN ROSSO. Ma cosa raccontano queste 15 pagine timbrate in rosso «Geheime Reichsache» (top secret del Reich ndr)?
Per riassumere brevemente, il 20 gennaio 1942 un gruppo di responsabili nazisti si riunì in una lussuosa villa nel quartiere di Wannsee a Berlino per stendere un protocollo con lo scopo di «esecuzione pratica della soluzione finale del problema ebraico».
Delle trenta copie stampate resta solo l’unica ritrovata, la numero 16: quando infatti, nel 1945, fu chiaro che la guerra si sarebbe conclusa con la disfatta tedesca, il regime distrusse tutti i documenti che contenevano le prove dei crimini contro l’umanità e, di conseguenza, anche le pagine del protocollo.
LA COPIA DIFFUSA ERA DI MARTIN LUTHER. La copia resa pubblica da Welt online sarebbe quella conservata dall'allora funzionario del ministero degli Esteri Martin Luther, documento che gli fu poi sequestrato da SS e Gestapo e che in seguito finì nelle mani dell’esule antinazista tedesco Robert Kempner, divenuto nel frattempo cittadino e ufficiale americano. Kempner diffuse il protocollo a Telford Taylor, giudice americano capo della Corte alleata che giudicò i capi del regime nazista a Norimberga.
Le 15 pagine giunsero infine presso lo Auswaertiges Amt ed ora sono diventate una macabra ed evidente prova del genocidio del popolo ebraico, a semplice portata di click.