Italia sconfitta al Tribunale Internazionale dell’Aja. La Corte penale dell’Onu ha dato ragione alla Germania
che si rifiuta di pagare i risarcimenti ai discendenti delle vittime delle stragi naziste.
Oltre diecimila civili, tante sono state le vittime degli eccidi perpetrati dai nazisti, in territorio italiano, dopo l’8 Settembre del ’43. Più di
400 stragi, fucilazioni, devastazioni, (tristemente famosa quelle di Marzabotto e di Sant’Anna di Stazzema). Per un eccidio meno noto, avvenuto a
Civitella, in provincia di Arezzo, la Corte di Cassazione italiana aveva sancito, per la prima volta,
nel 2008, il diritto ad essere risarciti per i parenti delle vittime. Risarciti dalla Germania di oggi, lo Stato successore legale del Terzo Reich. Nessun altro paese aveva mai chiesto a Berlino
indennizzi per i crimini nazisti, ma la Cassazione, in quell’occasione, aveva dato un’interpretazione restrittiva del principio dell’immunità giurisdizionale.
La Germania (anche dopo il caso di Villa Vigoni ed il coinvolgimento della Grecia, con la strage di Distomo, come parte interessata all’oggetto della contesa) ha deciso di ricorrere contro quella decisione,
e oggi la Corte dell’Aja ha accolto le sue tesi. La Germania non dovrà risarcire nessuna vittima dei crimini nazisti e
potrà continuare a tenere al riparo dall’estradizione gli ultimi, anziani, SS e criminali tedeschi, responsabili degli eccidi in Italia.
«Non volevamo certo mettere in dubbio le responsabilità tedesche nei crimini della guerra» ha dichiarato il Ministro degli Esteri tedesco Westerwelle. Non basta, evidentemente, ai
discendenti di quelle vittime e non dovrebbe bastare all’Italia.
L’Associazione dei familiari della Strage di Marzabotto lancia un appello al Governo «Lo Stato italiano non rimanga ai margini
di questa vicenda».