La battaglia dell’Aronchio
Il primo vero scontro tra partigiani e fascisti avviene il 25 luglio 1944
ed ha per teatro il largo greto dei torrenti Staffora e Aronchio nel loro punto di confluenza.
I partigiani di "Americano" (Domenico Mezzadra ) e delle formazioni di "Giustizia e Libertà" combattono insieme sconfiggendo i fascisti che, mandati allo sbaraglio dai loro comandanti, subiscono dure perdite.
Nel corso della battaglia "Americano" viene ferito al braccio destro ma prosegue lo scontro impugnando il mitra con la mano sinistra:
un gesto che accresce la fama ed il prestigio del comandante tra i suoi uomini e la popolazione.
Nel corso dello scontro muore il giovanissimo "Monello" (Aldo Casotti), a cui sarà dedicata in seguito una brigata garibaldina. Spicca la figura di "Nando"
(Nando Dellagiovanna) contadino di Varsaia che verrà ucciso
dai fascisti nel corso
del rastrellamento estivo.
Un segno importante di coinvolgimento e adesione delle popolazioni nei confronti della Resistenza che, di fatto, controlla ormai la montagna e l’alta collina.
ed ha per teatro il largo greto dei torrenti Staffora e Aronchio nel loro punto di confluenza.
I partigiani di "Americano" (Domenico Mezzadra ) e delle formazioni di "Giustizia e Libertà" combattono insieme sconfiggendo i fascisti che, mandati allo sbaraglio dai loro comandanti, subiscono dure perdite.
Nel corso della battaglia "Americano" viene ferito al braccio destro ma prosegue lo scontro impugnando il mitra con la mano sinistra:
un gesto che accresce la fama ed il prestigio del comandante tra i suoi uomini e la popolazione.Nel corso dello scontro muore il giovanissimo "Monello" (Aldo Casotti), a cui sarà dedicata in seguito una brigata garibaldina. Spicca la figura di "Nando"
(Nando Dellagiovanna) contadino di Varsaia che verrà ucciso
dai fascisti nel corso
del rastrellamento estivo.
La battaglia del 25 luglio assume grande importanza soprattutto per la partecipazione contadina: donne e uomini forniscono un contributo fondamentale, non solo di aiuto e supporto ai partigiani ma anche di intervento armato(con i fucili da caccia) contro l"attacco nemico.
Un segno importante di coinvolgimento e adesione delle popolazioni nei confronti della Resistenza che, di fatto, controlla ormai la montagna e l’alta collina.

