SESTO SAN GIOVANNI, IL SINDACO DI STEFANO DISERTA LA MANIFESTAZIONE AL MONUMENTO DEI CADUTI

Il presidente dell’ANED (associazione nazionale ex deportati) Giuseppe Valota gli ha scritto una lettera aperta per ricordargli i valori della città di Sesto e le vite sacrificate.

Gent.le Sig. Sindaco
Apprendiamo della sua assenza alla manifestazione di Domenica 8 ottobre al monumento al deportato del Parco Nord, come risposta al vile attentato dove sono state distrutte le teche dei lager di Auschwitz, Mauthausen, Ravensbrück, Gusen e Ebensee, contenenti le ceneri e le terre di quei luoghi d’orrore. Attentato che ha comportato anche la rimozione di diversi sassi provenienti dalle cave di Gusen e Mauthausen – luoghi di schiavitù e dolore che dove a migliaia sono morti. Anche Sestesi. Apprendiamo anche che non solo mancherà Lei ma sarà assente anche il Gonfalone della città. Come lei saprà, signor Sindaco, appuntata sul Gonfalone c’è la Medaglia d’Oro conferita dallo Stato Italiano, nel 1971 per mano del primo ministro onorevole Giulio Andreotti.

Come Lei saprà, signor Sindaco, la nostra città, nel biennio 1943/45 ha vissuto un periodo tragico e glorioso. Una città di 40.000 abitanti, le grandi fabbriche che occupavano 50.000 lavoratori, una vita resa sempre più drammatica dai bombardamenti, dalla miseria, dalla mancanza di libertà. Una città che si è opposta allo sfacelo, che ha organizzato un grande sciopero di otto giorni contro la doppia dittatura, per la fine della guerra e per la pace.  Noi, signor Sindaco, consideriamo il luogo dove è stato eretto il monumento un sacrario. Lì su quei masselli sono incisi 570 nomi. Tra questi 233 furono le vittime nei Lager.

Noi crediamo, signor Sindaco, che a loro, ai loro sacrifici, si debbano le libertà di cui noi e Lei godiamo oggi . E Il monumento è lì a ricordarcelo. Lei scrive, signor Sindaco, che si tratta di una manifestazione partitica perché tra i partecipanti vi sono Associazioni e partiti. Le ricordiamo che la manifestazione è stata indetta dall’Aned e dall’Anpi a cui hanno aderito Associazioni e forze politiche. Lei intravede erroneamente che questa manifestazione sia di parte, chiamandolo un corteo di parte. Le ricordiamo comunque che i partiti e le associazioni sono l’articolazione democratica di una società.

Mi lasci quindi dire, signor Sindaco, che siete voi a mancare, sono le vostre articolazioni che vengono meno, Vostra è la responsabilità della vostra assenza. La Storia, i Valori, la Memoria della nostra città sono un bagaglio di tutti, al di là della lotta politica. Sta a Lei conoscere la storia della nostra città, sta a Lei, signor Sindaco, non immiserirla a beghe di partito. Per essere il Sindaco di tutta la città e della sua storia, e non di una parte. Apprendiamo infine del suo disappunto per la presenza del deputato della Repubblica Emanuele Fiano. Credo e spero lei sappia, signor Sindaco, chi è Emanuele Fiano.

Lei in lui vede solo un deputato del PD la cui sola presenza La irrita. In realtà Emanuele Fiano è lì perché deve essere lì. Suo padre è stato deportato ad Auschwitz e liberato a Buchenwald. Molti suoi parenti sono stati uccisi a Auschwitz. La prego, sig. Sindaco, se proprio non vuole presenziare, faccia almeno pervenire il Gonfalone di Sesto, con la sua Medaglia d’oro oppure qualcuno che la sostituisca con la Fascia Istituzionale. Per rispetto della città, e dei suoi valori.

Cordiali saluti

Giuseppe Valota – Presidente ANED Sesto/Monza- figlio di Guido, morto a Mauthausen

 

 

Il sindaco Di Stefano violenta ancora una volta il monumento al deportato del parco nord e usa violenza nei confronti della medaglia d’oro al Valor Militare che è appuntata sul gonfalone di Sesto San Giovanni, una medaglia d’oro che sempre la città ha portato con orgoglio, il simbolo e la memoria del grande sacrifico, dell’impegno e della grande volontà che la popolazione sestese mise nella lotta di liberazione pagando un prezzo altissimo, ma contribuendo a riportare la pace nel Paese, a far cessare la guerra sconfiggendo il nazifascismo, a far sorgere la nostra Repubblica e a far maturare i valori democratici che ispirarono la Costituzione.

L’assenza domenica mattina del gonfalone della città alla manifestazione promossa da Aned e Anpi contro l’ennesima vigliacca violenza fascista inferta al monumento offende la città intera, la sua comunità, i valori che sempre la hanno contraddistinta.

Solo un piccolo uomo, succube e prigioniero della parte fascioleghista della sua amministrazione poteva prendere una simile decisione, poteva dichiarare che l’antifascismo è divisivo, che la manifestazione è di parte.

La città, le associazioni e le forze politiche e sindacali autenticamente antifasciste e democratiche ci saranno e rinnoveranno il loro impegno contro il risorgere di organizzazioni e azioni fasciste, ci saranno per ribadire che Sesto san Giovanni è una delle capitali dell’antifascismo e della democrazia.


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