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RISPETTARE LA DIGNITÀ DELLE DONNE E I VALORI FONDANTI DELLA NOSTRA CONVIVENZA

E' grave che in relazione ai contenuti del grave video musicale del Comandante degli Schützen non vi sia ancora stata la ferma e necessaria condanna da parte delle istituzioni e della politica. Quel video non è solo un grave insulto alle donne in nome di quella stessa cultura sessista, maschilista e patriarcale brodo di cultura per la violenza e la discriminazione contro le donne, ma esprime disvalori apertamente nazionalisti e sovranisti in aperto contrasto con i valori fondamentali dell'Europa, della Costituzione, della nostra autonomia e della nostra convivenza. Quel video non può essere considerato un semplice infortunio di cattivo gusto alla stregua di una "ragazzata". Gli Schützen, infatti, sono un'importante associazione tradizionale presente in tutta l'area alpina che pretende di rappresentare la tradizione e l'anima dell'Alto Adige/Südtirol con un ruolo non secondario in delicati momenti istituzionali e, tramite ampi finanziamenti pubblici, nelle politiche culturali della nostra autonomia. ANPI ha già aderito alle petizione "Mander isch Zeit! E' ora di finirla!" , ma considera necessario che le istituzioni e la politica condannino chiaramente l'iniziativa -ne va della loro stessa credibilità-, che il responsabile si dimetta da qualsiasi ruolo nell'associazione o istituzionale, che l'associazione si impegni formalmente a rispettare la dignità delle donne e i valori fondanti della nostra convivenza che eventuali finanziamenti pubblici o presenze nelle cerimonie istituzionali siano vincolate a questo.

Anpi Alto Adige Südtirol

 

 

RAP DEGLI SCHÜTZEN, DOPO LE POLEMICHE ARRIVANO LE SCUSE: “VIDEO FRAINTESO”. OSCURATA LA CANZONE SU YOUTUBE

Continuano le polemiche dopo il videoclip rap degli Schützen sudtirolesi "Mamma Tirol", accusato di misoginia. Il comandante Jürgen Wirth Anderlan ha chiesto scusa, mentre il video è stato oscurato. L'Anpi: "Le istituzioni prendano una posizione". Urzì (Fratelli d'Italia): "Ci si indigni anche per la memoria sfregiata delle vittime del terrorismo"

BOLZANONon si spengono le polemiche sul video rap degli Schützen sudtirolesi intitolato “Mamma Tirol. L'iniziativa della Lega che riunisce i vari gruppi territoriali della provincia di Bolzano, pubblicata in première l'ultimo giorno del 2020, era stata subissata dalle critiche per dei contenuti considerati misogini, tanto che nel giro di poche ore dall'uscita della canzone cominciava a circolare una petizione della Commissione per le pari opportunità che richiedeva immediate scuse da parte del comandante Jürgen Wirth Anderlan e informazioni sui fondi utilizzati per produrre il video (QUI il link).

 

Di fronte al vespaio sollevato, da parte sua il capo degli Schützen non ha potuto che fare un passo indietro, giustificando il videoclip rap come nient'altro che una fonte di fraintendimenti. “Mi dispiace se il video è stato frainteso – ha dichiarato, ripreso immediatamente dalla pagina ufficiale del Südtiroler Schützenbund – il razzismo, la misoginia o l'omofobia non sono mai state la mia intenzione quando ho creato quest'opera e non corrispondono al mio atteggiamento”. A cercare di rafforzare il messaggio, Anderlan ha pubblicato l'intero testo della canzone.

 

Se l'imbarazzo non è dunque mancato tra i cappelli piumati oltre Salorno, il centro del discorso si è spostato sulle istituzioni che da anni finanziano lautamente gli Schützen, organizzazione culturale che nell'Alto Adige del secondo dopoguerra ha sempre fatto sentire il proprio peso politico – non disdegnando mai d'intervenire, anche con azioni eclatanti (QUI un approfondimento sulla cosiddetta “Rivolta degli Schützen” dell'aprile 1986, quando dei rappresentanti dell'organizzazione irruppero al grido di “Selbstbestimmung” sul palco del 34º congresso dell'Svp per protestare contro il Pacchetto).

 

A chiedere una presa di posizione da parte delle istituzioni è la sezione altoatesina dell'Anpi. “E' grave che in relazione ai contenuti del video musicale del Comandante degli Schützen non vi sia stata ancora la ferma e necessaria condanna da parte delle istituzioni e della politica – ha scritto in un comunicato l'Associazione partigiani – quel video non è solo un grave insulto alle donne in nome di quella stessa cultura sessista, maschilista e patriarcale brodo di coltura per la violenza e la discriminazione contro le donne, ma esprime i disvalori apertamente nazionalisti e sovranisti in aperto contrasto con i valori fondamentale dell'Europa, della Costituzione, della nostra autonomia e della nostra convivenza”.

 

Quel video non può essere considerato un semplice infortunio di cattivo gusto alla stregua di una 'ragazzata'. Gli Schützen, infatti, sono un'importante associazione tradizionale presente in tutta l'area alpina che pretende di rappresentare le tradizione e l'anima dell'Alto Adige/Südtirol con un ruolo non secondario in delicati momenti istituzionali e, tramite ampi finanziamenti pubblici, nelle politiche culturali della nostra autonomia. Anpi ha già aderito alla petizione 'Mander isch Zeit! E' ora di finirla!', ma considera necessario che le istituzioni e la politica condannino chiaramente l'iniziativa – ne va della loro stessa credibilità – che il responsabile si dimetta da qualsiasi ruolo nell'associazione o istituzionale, che l'associazione si impegni formalmente a rispettare la dignità delle donne e i valori fondanti della nostra convivenza, che eventuali finanziamenti pubblici o presenze nelle cerimonie istituzionali siano vincolate a questo”.

 

Dello stesso avviso, seppur con motivazioni ben differenti, è stato l'intervento del consigliere provinciale Alessandro Urzìreferente regionale per Fratelli d'Italia. L'obiettivo, in questo caso, è la revoca totale dei finanziamenti, senza se e senza ma. “Il video misogino e sessista degli Schützen? La Commissione pari opportunità chiede quanto la Federazione delle compagnie dei tiratori abbia ottenuto dalla Provincia di Bolzano e se lo abbia ricevuto anche per produrre il video?”, ha esordito in un lungo messaggio sui social.

 

“Possiamo rispondere noi a queste ultime domande: di certo questa organizzazione ha ricevuto solo dall'Assessorato alla cultura in lingua tedesca 99mila euro nel 2020. Ce lo ricorda il decreto del direttore di ripartizione Cultura tedesca 47/2020, ovviamente licenziato con il beneplacito dell'Obmann dell'Svp, assessore Achammer – ha proseguito - ma se donne e uomini che non sopportano che le donne siano tratteggiate come prostitute o oggetti, e noi siamo fra questi, si indignano per il lugubre scenario rappresentato nel video dal presidente di questa associazione ad organizzazione paramilitare, vorremmo che ci fosse altrettanta indignazione per le scene che mostrano nel video tralicci abbattuti, scene di terrorismo e terroristi, con una esaltazione patriottica delle vicende”.

 

La questione misoginia si aggiunge così a quella dei manifesti promossi dalla Südtiroler Schützenbund in occasione della tradizionale commemorazione di Sepp Kerschbaumer, primo leader del Bas, la sigla terroristica sudtirolese protagonista di diversi attentati, con cui voleva trasformare l'Alto Adige in una “nuova Algeria” (QUI un approfondimento sulla commemorazione). “Mi corre il dovere di ricordare come solo nel dibattito sul bilancio di dicembre avevo richiesto al Consiglio provinciale la sospensione dei contributi pubblici a questa organizzazione radicale e anzi sempre più radicale in senso anti-italiano ed ora con approcci misogini. Ma la risposta fu, anche dalla Lega che pure aveva richiesto una moratoria, a suo tempo, quasi di sufficienza: addirittura ci furono gruppi come i Verdi, Pd e i Team K che non vollero partecipare al voto, la Lega che si astenne (assente l’assessore Bessone), Svp e Vettori votarono contro la mia richiesta”.

 

Ora il pianto per le provocazioni degli Schützen è corale: condividiamo le ragioni della presidente della Commissione pari opportunità sul salto indietro nella storia e nella civiltà operato da questo video e sulla necessità di una energica azione da parte della politica, ma vorremmo che l’indignazione riguardasse anche la memoria sfregiata di tutte le vittime del terrorismo. Violenza è violare anche solo con le parole il corpo e l’anima di una donna, violenza è anche celebrare chi usava il tritolo per rivendicare le proprie ragioni e per questo ha causato morti e lutti. O no? Ci aspettiamo che le nostre prossime iniziative in Consiglio provinciale vengano prese sul serio e non scanzonate come è accaduto solo pochi giorni fa in Consiglio provinciale a Bolzano”, ha concluso Urzì.

 

Nel mentre, il video della canzone “Mamma Tirol” è stato oscurato da youtube. L'impressione è che la vicenda, pertanto, non sia finita qua.

https://www.ildolomiti.it/societa/2021/rap-degli-schutzen-dopo-le-polemiche-arrivano-le-scuse-video-frainteso-oscurata-la-canzone-su-youtube?fbclid=IwAR1RMsFuLKHPwwGOTm1vYmE1L1FGarzdV_PxG8yyITgagGduZrJ2UB0v47E  

 

  13.01.21 12:00:00 , a cura di Lombardia (contattaci), categorie: Commenti e dibattiti, Comunicati, Comitati Provinciali, Sezioni, Novità, Razzismo, Memoria, Cultura, Documenti, Costituzione e Diritti
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