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MAURO GIUNTINI, AUTORE DEL MONUMENTO AL CAMPO GIURIATI CI HA LASCIATO

MAURO GIUNTINI, AUTORE DEL MONUMENTO AL CAMPO GIURIATI CI HA LASCIATO

Ci ha lasciato Mauro Giuntini, autore del monumento al Campo Giuriati dedicato ai ragazzi di via Pomposa fucilati il 14 gennaio 1945 e ai cinque gappisti fucilati il 2 febbraio dello stesso anno, che proprio oggi abbiamo voluto ricordare. Mauro, è stato docente di materie artistiche, al Liceo artistico Hajech, sezione Santa Marta.

Mauro ha sposato l'arte, con la sua creatività ed è stato maestro d'arte e di vita per i suoi alunni. Tutti noi e, in particolare, Antonio Quatela, suo grande amico, lo ricordiamo con affetto per la sua generosa e creativa passione. 

Ai familiari esprimiamo la nostra commossa a affettuosa vicinanza.  

 

Roberto Cenati – Presidente Anpi provinciale di Milano

 

14 gennaio 1945: fucilati i ragazzi di via Pomposa

 

Al campo sportivo Giuriati di via Ponzio 34, il 14 gennaio 1945, vengono fucilati dai repubblichini di Salò nove ragazzi del Fronte della Gioventù. Una decina di giovanissimi combattenti della Libertà, la cui età variava dai 18 ai 22 anni, aveva costituito un nucleo di attività patriottica. I nove giovani partigiani facevano riferimento a un arsenale di armi e altro materiale costituito in un orto di via Pomposa. All'inizio distribuivano volantini. In seguito, con l'incalzare degli eventi, avevano incominciato a disarmare soldati tedeschi e militi repubblichini e a compiere atti di sabotaggio. Il battaglione azzurro che aveva sede in piazza Novelli, distintosi per la sua ferocia, cattura, nel gennaio 1945 il gruppo di via Pomposa, dopo una spiata. I giovani, dopo l'arresto, vengono portati al Palazzo di Giustizia, dove si svolge una delle più tragiche parodie di un procedimento giudiziario. I ragazzi, dopo le udienze, vengono affidati agli aguzzini del battaglione che li sottopone a tortura, non parlano. Lo scopo è quello di estorcere loro informazioni e notizie. Ma dalla loro bocca non esce niente. Nel freddo mattino del 14 gennaio i ragazzi di via Pomposa, condotti al campo Giuriati,  vengono fucilati dai repubblichini di Salò. Sono: Bazzoni Sergio, Botta Renzo, Capecchi Arturo, Giardino Roberto, Folli Attilio, Serrani Giancarlo, Rossato Giuseppe, Rossi Luciano, Ricotti Roberto. Il partigiano Ricotti lascia un testamento spirituale scritto su un pezzo di carta da imballo recapitato alla zia dal carcere di San Vittore il 13 gennaio 1945: “Cari parenti, non piangete , io muoio per un grande ideale di giustizia. Ai miei compagni lascio la mia fede, il mio entusiasmo, il mio incitamento. Roberto.”  La mattanza viene replicata il 2 febbraio 1945. Dopo un altro processo farsa, vengono fucilati dai repubblichini al Campo Giuriati, cinque gappisti: Luigi Campegi, Venerino Mantovani, Oliviero Volpones, Vittorio Resti, Franco Mandelli. Luigi Campegi aveva assunto il comando della 3a Gap il 14 settembre 1944, dopo il trasferimento nella zona di Rho, di Giovanni Pesce, scampato alla trappola tesagli da un infiltrato nella 3a Gap, due giorni prima, in piazza Argentina. Al suo posto si era recata Nori Brambilla che fu catturata dai fascisti, rinchiusa e torturata nel carcere di Monza, trasferita a San Vittore e infine nel campo di concentramento di Bolzano-Gries. Campegi comanda la 3a Gap fino ai primi di dicembre del 1944, quando Giovanni Pesce torna a Milano alla guida della 3a Gap fino alla Liberazione. In giudizio Campegi e Mandelli mantengono un atteggiamento di grande dignità. Interrogato su una sua partecipazione a un'azione, Campegi risponde: “Non ho partecipato, ma l'ho ordinata” e, chiestogli cosa farebbe se fosse posto in libertà, dichiara fieramente: “ricomincerei”. Quanto alla richiesta di domanda di grazia risponde: “La chieda Mussolini, può averne presto bisogno.” Dopo la sentenza Campegi scrive su un biglietto: “Cari amici, sono stato condannato alla pena capitale, mi raccomando non fatelo sapere ai miei genitori. Non piangete per me. Vado contento con dodici miei uomini, spero di scrivervi ancora. Vi abbraccio tutti. Gigi” Prima di essere fucilato esprime il desiderio che il suo cappotto venga donato a un povero. 

Recenti indagini ricostruiscono un terzo episodio: la fucilazione del partigiano Luigi Arcalini, appartenente alla divisione Aliotta, brigata Crespi. 

MAURO GIUNTINI, AUTORE DEL MONUMENTO AL CAMPO GIURIATI CI HA LASCIATO
MAURO GIUNTINI, AUTORE DEL MONUMENTO AL CAMPO GIURIATI CI HA LASCIATO
  20.01.21 12:00:00 , a cura di Lombardia (contattaci), categorie: Attività in Lombardia, Comunicati, Comitati Provinciali, Sezioni, Novità, Memoria, Testimonianze, Commemorazioni, Cultura
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