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ALDO ANIASI A 15 ANNI DALLA SCOMPARSA

Il 27 agosto del 2005 ci lasciava Aldo Aniasi. Il 19 dicembre 1967, Aldo Aniasi veniva nominato Sindaco di Milano, città che guidò fino al 1976. Aniasi è per tutti noi una figura prestigiosa e limpida di socialista, un uomo delle istituzioni, un combattente per la libertà e un amministratore capace. A poco più di vent'anni Aniasi, con il nome di battaglia “Iso Danali”,anagramma di Aldo Aniasi, comandò la 2a Divisione Garibaldi Redi che liberò e poi difese con le armi la Repubblica dell'Ossola strappata all'occupazione tedesca nell'estate del 1944. Voglio ricordare Aniasi come sindaco di Milano, in uno dei momenti più terribili della storia della nostra città, nel giorno della strage di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969. “In quel giorno  – ricordava Aniasi in occasione del trentesimo anniversario di Piazza Fontana - io ero in Piazza Cavour, in un Convegno internazionale – e fui avvertito che una caldaia era scoppiata in piazza Fontana. Corsi, e vidi uno spettacolo orribile. Già le autorità dello Stato erano qui riunite e fui accolto da una dichiarazione che trovava da più parti conferma: “ricordate la strage del 1921, la strage del Diana: gli anarchici”. E fu subito indicato immediatamente che quella non era solo una pista – anzi era una certezza." "Debbo dire che chiedevo a me stesso – continua Aldo Aniasi – come potevano essere già, con precisione, individuate le responsabilità. Erano le giornate dell’autunno caldo, le giornate nelle quali i lavoratori scendevano nelle piazze per il rinnovo dei contratti, e particolarmente per quello dei metalmeccanici. Si discuteva in quelle giornate dello Statuto dei Lavoratori, della istituzione delle Regioni; c’erano convinzioni che in Italia si stesse tentando una svolta, o quantomeno  un passaggio verso sinistra. Ecco, la strage va collocata in quel contesto.  Milano era al centro dell’offensiva perché città simbolo per il ruolo che esercitava ed esercita nel Paese e nell’economia. Milano e l’Italia corsero allora un grave pericolo. Se Milano avesse ceduto alla paura, il corso degli avvenimenti avrebbe potuto essere un altro. Ai funerali la piazza del Duomo era affollata all’inverosimile: c’era un silenzio impressionante.” “Un ricordo personale – continua Aniasi - Io attraversavo la piazza accompagnando Pietro Nenni: egli disse: “questa gente è garanzia di democrazia”. 

Aldo Aniasi, come primo cittadino, capì subito la matrice fascista di quella strage e fu punto insostituibile di riferimento per Milano negli anni della strategia della tensione. In uno dei bellissimi quaderni dal titolo “Città di Milano” dedicato alle Giornate della Liberazione, Aldo Aniasi, il partigiano “Iso” scrive: “La lotta contro il fascismo nazionale e internazionale che è ingiustizia, che è oppressione, deve essere lotta senza sosta e senza tentennamenti per la pace e per l'umanità. La Resistenza, nella sua accezione storica e culturale, non è un pezzo da museo, non deve essere mummificata, appartiene alla nostra vita, è continuata in questi anni, deve essere un elemento dell'impegno civile di ogni giorno”.

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano

  28.08.20 20:50:00 , a cura di Lombardia (contattaci), categorie: Attività in Lombardia, Commenti e dibattiti, Comunicati, Antifascismo, Resistenza, Comitati Provinciali, Sezioni, Novità, Memoria, Testimonianze, Anniversari, Ricorrenze, Cultura
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