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Sulle pagine del "Corriere dei Ragazzi" non viene ospitata solo la storia partigiana
«QUEST’UOMO DEVE MORIRE», dedicata a Duccio Galimberti.
In altri numeri della rivista trovano spazio due fumetti che hanno come protagonista la
Resistenza: il«Dottor Battaglie» e «La beffa del teatro Goldoni».

    «IL DOTTOR BATTAGLIA»


Nell’Aprile del 1975, sul numero 16 del "Corriere
dei Ragazzi"
, nella serie Il fumetto della realtà,
appare il racconto «IL DOTTOR BATTAGLIA»
su testi di Piero Selva (pseudonimo di Mino
Milani
) e illustrazioni di Ferdinando Tacconi.
Mino Milani, giornalista e sceneggiatore,
ha avuto al suo attivo collaborazioni con i
più importanti disegnatori italiani, tra i
quali Hugo Pratt, Milo Manara, Mario Uggeri,
Dino Battaglia
e, per un breve lasso di tempo,
assunse la direzione del quotidiano locale di
riferimento del territorio vogherese
"La Provincia Pavese".
Ferdinando Tacconi è stato uno dei "grandi
disegnatori italiani"
. Tra i suoi lavori ricordiamo,
alla fine degli anni 40 le sue illustrazioni su "Sciuscià", mentre è degli anni 70 la creazione,
insieme ad Alfredo Castell, della sua opera più
famosa: "Gli Aristocratici" (che narra le vicende
di una banda di ladri gentiluomini) pubblicata
anch’essa sulle pagine
del "Corriere dei
Ragazzi"
, per non
dimenticare la
realizzazione grafica di
alcuni episodi delle
famose serie
fumettistiche Mister No,
Nick Raider
e Dylan Dog.

La particolarità che rende
peculiare ed interessante
«IL DOTTOR BATTAGLIA», uscito nelle edicole occasione del trentennale della Liberazione,
è che il suo illustratore (Ferdinando Tacconi) visse in prima persona il clima di quegli
avvenimenti, essendo stato un partigiano decorato per il suo coraggio.

 

    «LA BEFFA DEL TEATRO GOLDONI»

 


Anche questo fumetto, come «IL DOTTOR
BATTAGLIA»
fu pubblicato sul "Corriere dei
Ragazzi"
in occasione di un 25 APRILE,
quello del 1976, sempre per la serie
Il fumetto della realtà.
«LA BEFFA DEL TEATRO GOLDONI», testi di
Piero Zanotto e disegni di Giorgio Trevisan,
narra di una vicenda resistenziale con un alto
valore simbolico.
La sera del 12 marzo 1945 a Venezia un
piccolo gruppo di partigiani della Brigata
"Biancotto" e del Fronte della Gioventù,
mentre andava in scena la pièce di Luigi
Pirandello
("Vestire gli ignudi"), fecero
irruzione, mascherati e con armi in pugno, nel
Teatro Goldoni. Tenendo sotto il tiro delle
pistole i soldati tedeschi e fascisti presenti
alla recita, salirono sul palco e uno di loro,
Cesco Chinello, pronunciò un appello alla
resistenza e alla lotta, annunciando la
vicina liberazione:

«Veneziani, l’ultimo quarto d’ora per Hitler
e i traditori fascisti sta per scoccare.
Lottate con noi per la causa della Liberazione nazionale e per lo schiacciamento definitivo
del nazifascismo. La Liberazione è vicina! Stringetevi intorno al Comitato di Liberazione
Nazionale e alle bandiere degli eroici partigiani che combattono per la libertà d’Italia dal
giogo nazifascista. Noi lottiamo per poter garantire, attraverso la democrazia progressiva
e l’unità di tutti i partiti antifascisti, l’avvenire e la ricostruzione della nostra Patria.
A morte il fascismo! Libertà ai popoli! Viva il Fronte della Gioventù!»
.

Poi, prima di allontanarsi indisturbati, lanciarono dei volantini di propaganda antifascista.
La notizia della "beffa" fu divulgata in tutta Europa dalle radio dei Paesi liberi.

 

 

 

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